Il trofeo
Giorgio De Chirico
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Descrizione
Provenienza: Spirale Milano
Dimensioni: 70 x 50 cm
Condizioni del prodotto: Ottimo
Firma: Firma a matita
Technique: Litografia
GIORGIO DE CHIRICO
Giorgio de Chirico nasce in Grecia, a Volos (nella regione della Tessaglia). Tuttavia, la città a cui De Chirico era probabilmente più legato era Ferrara: l'artista si trasferì nella città emiliana dopo l'inizio della Prima Guerra Mondiale. Intenzionati a rinnovare l'arte italiana aprendola alle esperienze che si stavano formando nell'Europa del primo Novecento, moltissimi artisti italiani a cavallo tra i due secoli scelsero di lasciare per qualche tempo l'Italia per cercare altrove nuove intuizioni. Tra questi artisti "cosmopoliti" si può annoverare anche Giorgio de Chirico (Volos, 1888 - Roma, 1978), che soggiornò a Parigi tra il 1911 e il 1915 proprio mentre la capitale francese era anche la... capitale europea dell'arte. De Chirico era anche forte di una cultura mediterranea aperta, acquisita anche grazie alla sua nascita (l'artista era nato e vissuto a lungo in Grecia), e soggiornando a Monaco era inoltre entrato in contatto con l'arte tedesca. Da queste esperienze, De Chirico maturò l'esigenza di sviluppare un nuovo linguaggio, che si rivelò tra i più originali e anche tra i più enigmatici del Novecento.
De Chirico è considerato il padre della pittura metafisica, che nasce come reazione alle avanguardie cubiste e futuriste e si pone come una delle esperienze più innovative della prima parte del secolo. De Chirico è oggi conosciuto soprattutto per le opere realizzate nella prima parte della sua carriera: fu un artista molto longevo (visse fino a novant'anni), ma sono soprattutto le opere degli anni Dieci, Venti e Trenta a essere entrate nell'immaginario collettivo. Opere che appaiono come sospese, attraversate da visioni su cui si muovono simboli misteriosi e personaggi sfuggenti, immagini oniriche e allegorie complesse che possono essere lette solo se si tiene presente la cultura composita ed eterogenea che alimentava l'immaginario di Giorgio de Chirico, peraltro sempre vicino agli ambienti letterari del suo tempo (due grandi letterati come Guillaume Apollinaire e Jean Cocteau avevano grande stima di De Chirico). Soprannominato Pictor Optimus per la sua tecnica cristallina (il latino, invece, è un omaggio alla sua profonda cultura classica, che l'artista aveva acquisito anche grazie alla sua formazione in Grecia), Giorgio de Chirico è stato un artista che ha attraversato tutto il Novecento, vivendo fasi diverse: un esordio all'insegna della cultura tedesca con le opere böckliniane, la prima stagione metafisica degli anni Dieci, gli anni Venti con le opere del periodo "classico", poi ancora la seconda stagione metafisica tra gli anni Venti e Trenta in coincidenza con il secondo soggiorno parigino, per approdare ai temi della tradizione affrontati fino agli anni Cinquanta e concludere la sua carriera con un ritorno alla metafisica (tanto da parlare di "neometafisica"). "De Chirico", si legge nell'introduzione alla mostra che Palazzo Blu di Pisa gli dedica dal 7 novembre 2020 al 9 maggio 2021, "immagina vedute di città antiche che si sovrappongono a visioni di città moderne tratte da luoghi di vita vissuta, prima Volos e Atene, poi Monaco, Milano, Firenze, Torino, Parigi, Ferrara, New York, Venezia, Roma. Sono luoghi in cui lo spazio pubblico disabitato dall'uomo è popolato da oggetti (frammenti, rovine, archi, portici, angoli di strada, muri, edifici, torri, ciminiere, treni, statue e manichini) che estraniati dal loro contesto abituale emergono con tutta la loro forza iconica diventando irreali, misteriosi, enigmatici.
