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Mario Merz
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Descrizione
Provenienza: Stein
Dimensioni: 81 x 110 cm
Anno: 1993
Firma: Firma della mano
Condizioni del prodotto: Ottimo
Tecnica: Acquatinta e acquaforte
MARIO MERZ
Mario Merz nasce a Milano il 1° gennaio 1925, ma poco dopo la sua nascita la famiglia decide di trasferirsi a Torino. Lì, Merz studia al liceo scientifico. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, Merz, allora ventenne, volle aderire al gruppo antifascista "Giustizia e Libertà" e fu arrestato mentre faceva volantinaggio. Durante i mesi trascorsi in carcere, fu compagno di cella del pittore Luciano Pistoi e iniziò a praticare il disegno. Uscito dal carcere, si iscrive all'Università di Torino per studiare medicina, ma ben presto abbandona gli studi per dedicarsi a tempo pieno alla pittura, grazie al sodalizio con gli artisti astratti Luigi Spazzapan e Mattia Moreni. La sua prima mostra personale ha luogo nel 1954 alla Galleria La Bussola di Torino. Nel 1959 conosce quella che diventerà sua moglie, Marisa, e con lei e la figlia Beatrice decide di trasferirsi nella Svizzera tedesca.
Mario Merz (Milano, Italia, 1925 - 2003), uno dei maggiori esponenti dell'Arte Povera, si inserisce nella scia degli artisti italiani suoi contemporanei, attivi tra gli anni Settanta e Ottanta, che hanno contribuito alla diffusione di nuove tendenze e sperimentazioni nell'arte, partendo dalla classica opera dipinta su tela per poi arrivare alle installazioni degli anni Sessanta, apparentemente semplici ma portatrici di determinati messaggi ed elucubrazioni filosofiche. Nel caso di Merz, gli elementi a cui l'artista affida il suo messaggio artistico sono i tubi al neon, riutilizzando così un materiale nato per un uso diverso per esprimere l'energia vitale; le installazioni a forma di igloo, che rimandano ad antichi archetipi e che l'artista utilizza come mezzo per indagare il rapporto tra l'opera d'arte e lo spazio che la circonda; e infine la serie dei numeri di Fibonacci, che progressivamente suggerisce un ragionamento sulla crescita dell'individuo. Il lavoro di Mer, intorno agli anni Novanta, dopo essersi impadronito di musei e gallerie superando così ulteriormente il concetto di sala espositiva in cui collocare l'opera (ad esempio, ha collocato la serie di Fibonacci su una balaustra del Guggenheim di New York), approda anche in contesti urbani come la Mole Antonelliana e le stazioni della metropolitana di alcune città italiane ed europee, per condividere il più possibile la sua arte con il pubblico. Il suo pensiero sull'arte si trova anche in una raccolta di suoi scritti, Voglio fare subito un libro, pubblicata nel 1985.
